
Velocizzare WordPress non significa necessariamente installare un altro plugin. Anzi, in molti casi il problema nasce proprio dall’accumulo di plugin, script, font, immagini e funzioni che vengono caricati anche quando non servono.
Se un sito WordPress è lento, la soluzione migliore non è partire subito da WP Rocket, LiteSpeed Cache o altri strumenti automatici. Prima conviene capire dove si trova realmente il collo di bottiglia.
Un sito può essere lento per motivi completamente diversi:
In questa guida vediamo quindi come velocizzare WordPress senza aggiungere plugin, intervenendo direttamente sulle cause che incidono maggiormente sulle prestazioni.
La prima regola è semplice: non ottimizzare alla cieca.
Prima di modificare il sito bisogna misurare le prestazioni iniziali.
Altrimenti rischi di perdere tempo su aspetti irrilevanti mentre il vero problema rimane intatto.
Il punto di partenza può essere Google PageSpeed Insights.
Analizza almeno:
Non limitarti al punteggio generale.
Controlla soprattutto questi valori.
Il Largest Contentful Paint, abbreviato in LCP, misura quanto tempo impiega l’elemento principale visibile della pagina a caricarsi.
Spesso si tratta:
Se l’LCP è elevato, il problema può dipendere da:
L’INP misura la capacità della pagina di rispondere rapidamente alle interazioni dell’utente.
Se il valore è elevato, molto spesso la causa è JavaScript troppo pesante.
Page builder, popup, slider, sistemi di tracking e plugin complessi possono incidere notevolmente.
Il CLS misura gli spostamenti improvvisi degli elementi durante il caricamento.
Un esempio classico è un testo che si sposta perché un’immagine o un banner viene caricato in ritardo.
Le cause più comuni sono:
Uno degli errori più comuni è cercare di portare il punteggio a 100/100. Non sempre è necessario.
Un sito con 90/100 non è necessariamente migliore di uno con 80/100.
Bisogna valutare:
Eliminare una funzione importante solamente per guadagnare qualche punto non sempre ha senso.
Il Time To First Byte misura il tempo necessario prima che il server inizi a restituire la pagina.
Se il TTFB è molto alto, puoi ottimizzare immagini, CSS e JavaScript quanto vuoi, ma il sito continuerà a sembrare lento.
Un TTFB elevato può dipendere da:
Questo è uno dei motivi per cui spesso la prima ottimizzazione da fare non riguarda WordPress, ma l’hosting.
WordPress funziona molto meglio con versioni recenti di PHP.
Prima di procedere, verifica naturalmente la compatibilità di tema e plugin.
Molti hosting consentono di cambiare versione direttamente dal pannello di controllo.
Utilizzare una versione obsoleta di PHP può incidere negativamente sulle prestazioni e anche sulla sicurezza.
Le immagini rimangono una delle cause più frequenti di pagine WordPress pesanti.
Il problema non riguarda solo il formato.
Bisogna considerare:
Se l’immagine viene mostrata a 800 pixel di larghezza, non ha senso caricarne una da 4000 pixel.
Prima dell’upload conviene ridimensionarla.
Puoi utilizzare strumenti come:
WebP permette generalmente di ottenere file molto più leggeri rispetto a JPEG e PNG.
AVIF può offrire una compressione ancora migliore, anche se conviene verificare la compatibilità con il proprio workflow.
Non esiste però una regola universale secondo cui ogni immagine dovrebbe pesare meno di 100 o 150 KB.
Una fotografia grande può richiedere più peso.
Una piccola icona dovrebbe invece essere molto più leggera.
L’obiettivo è utilizzare il file più piccolo possibile senza compromettere visibilmente la qualità.
Le immagini dovrebbero avere attributi width e height corretti.
Questo permette al browser di riservare lo spazio necessario prima ancora che il file venga scaricato.
Aiuta quindi a ridurre il CLS.
WordPress utilizza già il lazy loading nativo per molte immagini.
Il lazy loading fa sì che un’immagine venga caricata solamente quando sta per entrare nell’area visibile dell’utente.
È molto utile per immagini presenti più in basso nella pagina.
Non dovrebbe invece essere applicato indiscriminatamente all’immagine principale above the fold.
Se l’immagine LCP viene caricata in lazy loading, potrebbe addirittura peggiorare le prestazioni.
Molti siti WordPress caricano decine di file CSS e JavaScript su ogni pagina.
Questo accade perché plugin e temi spesso registrano le proprie risorse globalmente.
Per esempio, un modulo di contatto potrebbe caricare i propri script anche su pagine dove il modulo non esiste.
La stessa cosa può succedere con:
PageSpeed Insights mostra spesso avvisi come: Riduci JavaScript inutilizzato
oppure: Riduci CSS inutilizzato
È un punto molto importante.
Prima di rimuovere qualsiasi file, bisogna capire da quale plugin o tema proviene.
Puoi farlo utilizzando gli strumenti sviluppatore del browser.
In Chrome:
In questo modo puoi identificare file collegati a funzioni che magari non utilizzi.
WordPress permette di rimuovere CSS e JavaScript tramite codice.
Per esempio:
function my_remove_unnecessary_assets() {
if ( ! is_page('contatti') ) {
wp_dequeue_style('contact-form-style');
wp_dequeue_script('contact-form-script');
}
}
add_action('wp_enqueue_scripts', 'my_remove_unnecessary_assets', 100);
Questo è solamente un esempio.
Gli handle reali dipendono dal plugin.
Non bisogna copiare codice del genere alla cieca.
Prima bisogna verificare quale risorsa viene caricata e se può essere realmente rimossa.
In molte guide viene suggerito questo codice:
wp_dequeue_style('wp-block-library');
Può funzionare su determinati siti, ma non è una regola universale.
Se WordPress utilizza blocchi Gutenberg nel frontend, rimuovere quel CSS può compromettere la visualizzazione.
Quindi non bisogna disattivarlo solamente perché “Gutenberg non viene utilizzato per scrivere gli articoli”.
Il punto è verificare se gli stili dei blocchi sono effettivamente necessari nel frontend.
Il numero di plugin non è l’unico parametro importante.
Un sito con 25 plugin ben sviluppati può essere più veloce di un sito con 8 plugin pesanti.
Bisogna quindi guardare cosa fanno.
Presterei particolare attenzione a:
Se una funzione può essere realizzata con poche righe di codice stabile, può avere senso evitare un plugin.
Ma anche qui non bisogna estremizzare.
Un plugin ben sviluppato è spesso più sicuro e gestibile di codice personalizzato scritto male.
Una pagina WordPress può essere leggera internamente ma lenta a causa di servizi esterni.
Gli esempi più comuni sono:
Ogni servizio esterno può introdurre:
Un video YouTube incorporato direttamente può caricare molte risorse.
Una soluzione più efficiente può essere mostrare inizialmente una preview e caricare il player solamente dopo l’interazione dell’utente.
La stessa logica può essere applicata a:
I font esterni sono spesso sottovalutati.
Un tema può caricare:
Magari il sito utilizza effettivamente solo due varianti.
Ridurre i font può diminuire:
In alcuni casi conviene anche ospitare i font localmente.
Se il server utilizza Apache, la cache del browser può essere configurata tramite .htaccess.
Un esempio:
<IfModule mod_expires.c>
ExpiresActive On
ExpiresByType image/jpeg "access plus 1 year"
ExpiresByType image/png "access plus 1 year"
ExpiresByType image/webp "access plus 1 year"
ExpiresByType image/avif "access plus 1 year"
ExpiresByType text/css "access plus 1 month"
ExpiresByType application/javascript "access plus 1 month"
ExpiresByType font/woff2 "access plus 1 year"
</IfModule>
Prima di modificare .htaccess è fondamentale effettuare una copia del file.
Un errore di sintassi può rendere il sito temporaneamente irraggiungibile.
Il server può comprimere HTML, CSS e JavaScript prima di inviarli al browser.
Oggi si utilizzano generalmente:
La disponibilità dipende dall’hosting e dalla configurazione del server.
Molti provider la attivano già automaticamente.
Prima di aggiungere configurazioni manuali è quindi meglio verificare se la compressione è già attiva.
Un redirect singolo non rappresenta normalmente un grande problema.
Le catene invece sì.
Per esempio:
http://sito.it
→ https://sito.it
→ https://www.sito.it
→ https://www.sito.it/home/
Questo obbliga il browser a effettuare più richieste prima di raggiungere la destinazione finale.
La configurazione dovrebbe cercare di portare l’utente direttamente alla versione definitiva dell’URL.
Molte homepage WordPress diventano lentamente un contenitore di qualsiasi cosa.
Slider, articoli recenti, feed Instagram, mappe, testimonial, popup, video, caroselli e widget possono generare decine di richieste.
Per un blog una homepage semplice spesso funziona meglio.
Potrebbero bastare:
Ogni elemento dovrebbe avere una funzione precisa.
Cambiare tema non è un’operazione da fare in dieci minuti.
Può infatti modificare:
Prima di cambiare tema, conviene capire se è realmente lui il problema.
Puoi confrontare le richieste generate dal tema e verificare quanti CSS e JavaScript vengono caricati.
Un tema moderno e ben sviluppato dovrebbe evitare di caricare funzioni inutili su tutte le pagine.
Il problema aumenta quando vengono utilizzati:
Se utilizzi Elementor, una delle ottimizzazioni migliori è spesso semplificare la struttura della pagina invece di cercare di compensare tutto con la cache.
Nel tempo WordPress accumula dati.
Per esempio:
Non sempre questi dati rallentano visibilmente il sito.
Ma su installazioni vecchie o molto grandi possono diventare rilevanti.
Prima di modificare direttamente il database:
esegui sempre un backup completo.
Puoi controllare le dimensioni delle tabelle tramite phpMyAdmin.
Alcune tabelle particolarmente grandi possono essere un segnale di plugin che stanno accumulando dati inutilmente.
La tabella wp_options merita particolare attenzione.
Alcune opzioni vengono caricate automaticamente a ogni richiesta.
Se plugin vecchi o mal progettati inseriscono grandi quantità di dati autoload, WordPress può diventare più lento.
Puoi analizzare le dimensioni tramite una query SQL, per esempio:
SELECT
option_name,
LENGTH(option_value) AS size
FROM wp_options
WHERE autoload = 'yes'
ORDER BY size DESC
LIMIT 30;
Attenzione: non eliminare opzioni senza sapere esattamente a cosa appartengono.
Potresti compromettere plugin o tema.
WordPress conserva automaticamente le revisioni degli articoli.
Su un sito che esiste da molti anni possono diventare numerose.
È possibile limitarle da wp-config.php:
define('WP_POST_REVISIONS', 5);
In questo esempio WordPress conserverà fino a cinque revisioni per articolo.
WordPress utilizza WP-Cron per eseguire attività programmate.
Su siti molto trafficati può generare richieste frequenti.
Una configurazione più efficiente può prevedere un vero cron job del server.
Da wp-config.php:
define('DISABLE_WP_CRON', true);
Poi bisogna configurare un cron reale sul server.
Non disabilitarlo senza creare un’alternativa.
Altrimenti potrebbero smettere di funzionare:
Gli aggiornamenti non servono solamente alla sicurezza.
Gli sviluppatori introducono spesso:
Un sito fermo da anni può quindi avere prestazioni peggiori anche per questo motivo.
Naturalmente gli aggiornamenti dovrebbero essere effettuati con backup e, nei siti importanti, possibilmente dopo un test.
Se il frontend sembra leggero ma il server continua a rispondere lentamente, il problema potrebbe essere nel database.
Le query lente possono essere generate da:
In questo caso il problema non si risolve comprimendo le immagini.
Bisogna individuare quale processo sta consumando tempo.
Questo è uno dei principi più importanti nell’ottimizzazione WordPress.
Una pagina dovrebbe caricare solamente ciò che le serve.
Se un plugin viene utilizzato solamente nella pagina contatti, idealmente le sue risorse non dovrebbero essere presenti in 200 articoli del blog.
La stessa cosa vale per:
Questo tipo di ottimizzazione può incidere molto più di alcune modifiche cosmetiche.
Il titolo di questa guida parla di velocizzare WordPress senza aggiungere plugin.
Questo non significa che i plugin di cache siano inutili.
Su siti complessi possono essere molto efficaci.
WP Rocket, LiteSpeed Cache e soluzioni simili possono gestire automaticamente:
Ma installare un plugin di cache sopra un sito strutturalmente lento significa spesso nascondere il problema invece di risolverlo.
Prima conviene ottimizzare la base.
Poi eventualmente la cache può migliorare ulteriormente il risultato.
Dopo ogni intervento importante ripeti i test.
Evita di apportare dieci modifiche contemporaneamente.
Altrimenti sarà difficile capire quale abbia realmente prodotto il miglioramento.
Un metodo semplice è annotare:
| Test | Prima | Dopo |
|---|---|---|
| PageSpeed mobile | 48 | 78 |
| LCP | 4,1 s | 2,3 s |
| CLS | 0,18 | 0,04 |
| Peso pagina | 3,8 MB | 1,9 MB |
| Richieste HTTP | 92 | 61 |
I numeri qui sopra sono solamente un esempio.
Il consiglio è utilizzare i dati reali del proprio sito.
Se dopo l’ottimizzazione il sito resta lento, verifica in questo ordine:
Questo approccio consente di evitare interventi casuali.
Non tutte le ottimizzazioni trovate online sono una buona idea.
Evita soprattutto di:
.htaccess senza backup;Non esiste un numero massimo valido per tutti.
Conta la qualità dei plugin e ciò che fanno.
Dieci plugin pesanti possono rallentare il sito più di trenta plugin semplici.
No.
Un’installazione WordPress pulita può essere molto veloce.
I problemi iniziano generalmente con tema, plugin, immagini, hosting e personalizzazioni.
Può aumentare il peso della pagina rispetto a un tema a blocchi semplice, ma molto dipende da come viene utilizzato.
Una pagina Elementor essenziale può comunque essere veloce.
Non necessariamente.
La cache può essere gestita anche lato server o tramite CDN.
Dipende dall’hosting.
No.
Riduce spesso il peso delle immagini, ma una pagina lenta può avere problemi completamente differenti.
Ha particolarmente senso quando il server utilizza LiteSpeed.
In quel caso può sfruttare direttamente le funzionalità del web server.
La velocità e i Core Web Vitals fanno parte dei segnali relativi all’esperienza della pagina, ma il posizionamento dipende da molti fattori.
Un contenuto eccellente non viene automaticamente superato solamente perché un concorrente ha qualche punto PageSpeed in più.
Il modo migliore per rendere WordPress più veloce non consiste nell’installare continuamente strumenti di ottimizzazione.
Bisogna invece capire cosa viene caricato, quando viene caricato e perché.
Un sito performante nasce da una struttura semplice:
Prima misura.
Poi individua il problema.
Infine intervieni solamente dove serve.
Questo approccio richiede qualche minuto in più rispetto a premere il pulsante “ottimizza tutto”, ma produce risultati molto più stabili nel tempo.
Se il sito continua a essere lento nonostante cache, compressione immagini e vari tentativi di ottimizzazione, il problema potrebbe trovarsi nel tema, nei plugin, nel database oppure nella configurazione del server.
Mi occupo di ottimizzazione WordPress, SEO tecnica e miglioramento delle prestazioni dei siti web.
Posso analizzare il sito per individuare:
L’obiettivo non è semplicemente aumentare il punteggio di PageSpeed, ma rendere il sito realmente più rapido, stabile e utilizzabile.
Se vuoi capire cosa sta rallentando il tuo WordPress, puoi contattarmi per una verifica tecnica.
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